Campus Storia e Geografia

La Storia in un libro Un garibaldino di nome Chiara

28 Gennaio 2016

Un garibaldino di nome Chiara

di Lia Levi

Note sull’autore
Lia Levi è giornalista, sceneggiatrice e scrittrice di numerosi romanzi storici.  Dopo la pubblicazione del romanzo autobiografico Una bambina e basta (1994), in cui rievoca la propria esperienza di giovane ebrea tra gli orrori delle persecuzioni razziali durante il fascismo e la seconda guerra mondiale, si dedica alla stesura di libri per ragazzi di grande successo, come: Giovanna e i suoi re, Cecilia va alla guerra, Maddalena resta a casa, Il segreto della casa sul cortile, La collana della regina, La portinaia Apollonia.  

Anno della prima edizione: 2002

Trama
Il testo, che si presenta nella forma di un diario, racconta le memorie autobiografiche di una ragazzina di 11 anni, Chiara, orfana di madre e figlia di un generale garibaldino, conteso da varie donne in cerca di marito. Quando il padre parte per la spedizione dei Mille (5-6 maggio 1860), Chiara si traveste da maschio e si imbarca insieme agli altri garibaldini. Con il nome fittizio di Corrado partecipa allo sbarco e alle prime battaglie contro le truppe borboniche e diventa amica di un suo commilitone, Simone, di umili origini, che cerca nella spedizione una via di riscatto per il proprio futuro. Quest’ultimo, nelle lettere che egli stesso scrive a un suo coetaneo, riportate nel diario della protagonista, racconta il ferimento del padre di Chiara durante la battaglia di Calatafimi. Quando riprende la narrazione autobiografica, la ragazza descrive il lieto fine delle vicende: il padre, guarito dalle ferite, sposa una giovane siciliana; Chiara si stabilisce presso la nuova famiglia, mentre Simone ottiene da un ricco benefattore il denaro che gli consentirà di studiare.  

Significato
Il libro descrive in modo molto coinvolgente il contesto storico del Risorgimento e la scelta del racconto autobiografico, attraverso la forma del diario e dello scambio epistolare, rende avvincenti le narrazioni, che assumono l’aspetto di un “resoconto dal vivo” degli avvenimenti. Grazie alle emozioni vividamente espresse dalle confidenze di Chiara e di Simone, l’impresa dei garibaldini si spoglia di ogni retorica e riesce ad affascinare i lettori grazie a questa inusuale prospettiva di narrazione. Il ruolo centrale di Chiara permette di far emergere il contributo femminile al successo delle imprese risorgimentali e induce a riflettere sulle gravi limitazioni che i pregiudizi e le rigidità delle tradizioni culturali possono imporre alla piena affermazione delle donne nella società e nella storia.  

Scopo didattico
Lo stile del diario autobiografico e del carteggio epistolare si rivela congeniale per renderne accattivante e coinvolgente la lettura da parte dei ragazzi. Il linguaggio semplice e le tematiche adeguate alla loro età consentono una lettura integrale del testo da parte degli alunni, che possono svolgere sia da soli, sia in classe. Il racconto fa inoltre rivivere l’entusiasmo che all’epoca circondò l’impresa di Garibaldi e si presta a un approfondimento didattico sulla figura del condottiero.
Si tratta infine di un testo utile anche per riflettere sugli usi e i costumi dell’epoca, oltre che per stabilire un confronto “ieri e oggi” riguardo alle differenze nel modo di vestire e alle prospettive educative tra maschi e femmine.

 

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