Campus Storia e Geografia

La Storia in un libro Se questo è un uomo

02 Febbraio 2016

Se questo è un uomo

di Primo Levi

Note sull'autore
Primo Levi, appartenente a una famiglia ebrea, nacque e studiò a Torino nel primo dopoguerra, laureandosi in chimica.  Nel 1943 entrò a far parte delle milizie partigiane sulle montagne della Val d’Aosta: catturato dai fascisti, fu consegnato ai nazisti e deportato nel Lager di Auschwitz. Per le sue competenze di chimico, Levi fu costretto a lavorare in una fabbrica tedesca per la produzione della gomma e riuscì così a sopravvivere fino al 27 gennaio 1945, quando venne liberato dalle truppe dell’Armata Rossa sovietica. Dopo un lungo e travagliato viaggio di ritorno a casa, narrato in seguito nel romanzo La tregua, Levi si dedicò subito alla stesura di un testo che raccontasse il dramma della sua esperienza nel campo di concentramento: scrisse così la sua opera più famosa, Se questo è un uomo, che, dopo un iniziale rifiuto da parte di alcune case editrici, fu pubblicato solo una decina di anni più tardi e divenne uno dei classici della letteratura mondiale.  Il tema dell’orrore nei Lager nazisti e nei gulag sovietici e delle conseguenze che tali esperienze lasciano nell’animo dei sopravvissuti fu invece successivamente approfondito nel saggio I sommersi e i salvati.  

Anno della prima edizione: 1958  

Trama
È un romanzo autobiografico che racconta la prigionia dell’autore nel campo di concentramento nazista di Monowitz, collegato al complesso delle strutture detentive del Lager di Auschwitz (l’attuale Oświęcim, in Polonia), dal febbraio 1944 al gennaio 1945. Dal viaggio in condizioni disumane sul treno merci, all’orrore della vita nel campo di concentramento, alla perdita di ogni sentimento, Levi descrive in prima persona la sua terribile vicenda, fino agli ultimi giorni di prigionia. Nell’inferno del Lager i nazisti procedono con sistematicità ad annientare il fisico e ad annullare la dignità degli internati, privati di tutto e costretti a cercare ogni minimo espediente per sopravvivere tra il freddo, la sporcizia, la fame e il durissimo lavoro.  

Significato
L’intento che spinse Levi a pubblicare Se questo è un uomo non era la denuncia della follia nazista, attraverso un preciso atto di accusa contro i suoi aguzzini, ma la descrizione più oggettiva possibile, per quanto gli era consentito dalla sua terribile vicenda personale, del comportamento dell’animo umano in una situazione di completa degradazione e umiliazione, come quella dei Lager: con una prosa distaccata e priva di ogni pietismo, Levi descrive dunque la realtà dei campi di concentramento per “fornire documenti per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano”, come ha scritto nella prefazione del libro.  

Scopo didattico
L’autore era consapevole dell’importanza che il ricordo della Shoah riveste per il futuro delle giovani generazioni e fu subito d’accordo a curare un’edizione della sua opera destinata espressamente alle scuole. Si tratta di un testo fondamentale per aiutare i ragazzi a riflettere sull’assurdità di ogni conflitto, di ogni fanatismo ideologico o nazionalistico; la sua lettura consolida la consapevolezza che nella storia dell’umanità, se abdica la ragione, prevalgono sempre gli istinti più orribili.

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