Campus Storia e Geografia

La Storia in un libro Marcovaldo ovvero le stagioni in città

19 Maggio 2016

Marcovaldo ovvero le stagioni in città

di Italo Calvino

Note sull'autore
Italo Calvino, uno dei più famosi scrittori italiani del XX secolo, nacque a Cuba nel 1923, dove il padre, agronomo, dirigeva una stazione sperimentale per la produzione di canna da zucchero. Due anni dopo la sua famiglia tornò in Italia: Calvino partecipò alla lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale e nel dopoguerra si interessò di letteratura, divenendo un collaboratore della casa editrici Einaudi di Torino, la città a cui si ispirò per descrivere l’ambientazione delle novelle di Marcovaldo. Autore di saggi politici, giornalista, sceneggiatore di testi teatrali e radiofonici, Calvino è divenuto uno scrittore di grande successo soprattutto grazie ai suoi numerosi romanzi, tra i quali ricordiamo Il visconte dimezzato, Il barone rampante, il cavaliere inesistente.

Anno della prima edizione: 1963

Trama
Questa raccolta di novelle è suddivisa, come afferma anche il sottotitolo, in base alle stagioni dell’anno, a cui sono associati i 20 racconti che compongono l’opera. Il protagonista è Marcovaldo, padre di una famiglia numerosa e uomo dall’animo semplice: impiegato come operaio, incappa in una serie infinita di disavventure nel suo tentativo di comprendere la vera natura del contesto in cui vive. Le novelle sono ambientate in una grande città industriale italiana degli anni Sessanta del XX secolo, caratterizzati dal boom economico e dall’esplosione del consumismo: Marcovaldo conduce una vita banale e frustrante, poiché tutti i suoi sforzi per garantire alla propria famiglia una vita più dignitosa e un maggiore benessere si scontrano con la dura realtà di una disarmante e cinica disillusione.

Significato
Il libro si configura come una sarcastica parodia dell’Italia nell’epoca del boom economico, in cui le vicende di Marcovaldo rispecchiano in realtà quelle di ogni cittadino medio, stretto nella morsa tra una crescita inarrestabile della produzione industriale e la spersonalizzazione e la perdita di senso imposta dalla civiltà dei consumi. Le divertenti situazioni in cui Marcovaldo e la sua famiglia finiscono per restare inguaiati, oltre che una severa e disincantata critica della civiltà industriale, costituiscono anche un’evidente dimostrazione che per gli esseri umani non è più possibile tornare a un mondo incontaminato, conforme alle leggi della natura.

Scopo didattico
Le novelle di Marcovaldo sono ricche di fantasiose invenzioni narrative e terminano sempre in modo bizzarro e divertente: lo sprovveduto protagonista resta infatti sempre invischiato in situazioni esilaranti per la sua inadeguatezza rispetto a un mondo in cui non riesce a riconoscersi. Per la loro natura, simile alle storie a fumetti dei giornalini per ragazzi, e per l’immediatezza con cui sono state scritte, le novelle risultano sicuramente adatte alla lettura da parte dei giovani.

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