Campus Storia e Geografia

La Storia in un libro Il giorno della civetta

02 Febbraio 2016

Il giorno della civetta

di Leonardo Sciascia

Note sull'autore
Leonardo Sciascia, scrittore, giornalista, saggista, poeta e drammaturgo siciliano, è conosciuto soprattutto per le sue opere di denuncia contro la mafia. Il giorno della civetta fu infatti il primo romanzo incentrato sulle attività di questa organizzazione criminale, sulle sue strutture e sulle impensabili connivenze con le istituzioni. L’autore si impegnò direttamente anche in politica  e fu uno degli intellettuali più attivi nella difesa delle istituzioni repubblicane durante gli anni delle stragi terroristiche. Da convinto garantista, coerentemente con la sua formazione illuministica, si impegnò sempre a favore dello stato di diritto: negli ultimi anni sella sua vita, un suo articolo dal titolo “I professionisti dell’antimafia” (un’espressione in realtà mai utilizzata dallo scrittore), in cui Sciascia metteva in guardia dai rischi del carrierismo dei magistrati e dall’eccessivo ricorso a misure straordinarie per combattere la criminalità organizzata, fu volgarmente strumentalizzata da alcuni movimenti politici e da settori deviati delle istituzioni per denigrare i magistrati impegnati a combattere la mafia.  

Anno della prima edizione: 1961

Trama
Si tratta di un romanzo di denuncia contro la mafia, l’organizzazione criminale originaria della Sicilia, ambientato negli anni Sessanta del XX secolo. Il protagonista è un capitano dei Carabinieri, Bellodi, nato a Parma, che accetta l’incarico in un piccolo paese siciliano in nome dei suoi ideali democratici e per il suo profondo rispetto delle istituzioni repubblicane. Chiamato a indagare sull’assassinio di un piccolo imprenditore del settore edilizio, viene ostacolato nel suo lavoro di investigatore da connivenze più o meno esplicite delle istituzioni, che giungono addirittura a bloccare le sue indagini e a smantellare il suo castello probatorio, attraverso false prove architettate da uomini politici senza scrupoli. Dopo un attimo di smarrimento e di delusione per l’esito improduttivo delle inchieste, il romanzo si conclude con il proposito del capitano Bellodi di proseguire con incrollabile determinazione la propria battaglia in difesa dei siciliani onesti.  

Significato
Il romanzo costituisce un’analisi molto approfondita ed esauriente delle cause sociali, storiche, politiche e morali che hanno favorito l’affermazione della mafia. Uno degli aspetti principali dell’opera riguarda l’esplicita denuncia dell’omertà che caratterizza le relazioni sociali nella realtà siciliana: lo scrittore rivela il proprio pessimismo rispetto alla prospettiva che tale situazione possa cambiare, perché troppo profonda è la sfiducia della popolazione dell’isola nei confronti della giustizia amministrata dallo Stato nazionale.  

Scopo didattico
Si tratta di un’opera adatta a una lettura integrale da parte dei ragazzi: il racconto avvincente dell’indagine del protagonista coinvolge il lettore a una rapida risoluzione del caso giudiziario e apre vasti scenari di approfondimento su temi sociali e politici ancora oggi attuali, come le cause reali del prosperare delle organizzazioni criminali e le inconfessabili connivenze di alcuni apparati delle istituzioni con le strutture mafiose.

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