Campus Storia e Geografia

Lo sapevi che? Una chimera

15 Maggio 2017

Una chimera

Quando si descrive una vicenda o un racconto come “una chimera”, si intende esprimere un forte scetticismo e un pesante dubbio su ciò di cui si parla, come se fosse semplicemente frutto dell’immaginazione.

Il termine Chimera risale al patrimonio mitologico della cultura greca antica.
Indicava un mostro a tre teste, il cui corpo univa le caratteristiche di tre animali diversi: la parte anteriore aveva le sembianze di un leone; al centro appariva come un capro e nella parte posteriore sembrava un drago. Sputava inoltre fuoco dalle sue fauci e i morsi della sua coda erano velenosi. Chimera, secondo l’antica tradizione mitologica, era figlia di Tifone (personificazione della forza dei vulcani) e di Echidna (un mostro con corpo di donna e la coda di serpente al posto delle gambe).

Il mito di Chimera, citato da Omero nell’Iliade, la descrive come un mostro che devastava la regione costiera della Licia (nell’odierna Turchia occidentale), allora governata da Iobate: secondo la tradizione mitologica narrata da Esiodo, per porre fine alle scorrerie del mostro il re chiese aiuto all’eroe greco Bellerofonte, che era suo ospite. Con l’aiuto del cavallo alato Pegaso, donatogli dalla dea Atena, costui uccise Chimera scagliandole in bocca la sua lancia: il fuoco delle fauci fuse il piombo contenuto nella punta dell’arma e soffocò il mostro.

Secondo alcune interpretazioni letterarie, Chimera era la personificazione di un vulcano della regione, le cui pendici erano infestate da animali selvatici (leoni, capri e serpenti), mentre l’eroe Bellerofonte rappresenterebbe il personaggio che risanò la regione dalle belve che minacciavano i suoi antichi abitanti.

Per la sua natura leggendaria e inverosimile, la Chimera è divenuta nel tempo una metafora associata a tutto ciò che è irreale e frutto di immaginazione.

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