Campus Storia e Geografia

Lo sapevi che? Mangiare a ufo

17 Marzo 2016

Mangiare a ufo

L’origine di questa espressione è controversa. Essa significa “mangiare senza pagare”, con una connotazione negativa che sottintende una frode, ed è diffusa in vari idiomi regionali.

La variante Auffa, nel dialetto romanesco significa “gratuito”: secondo il poeta Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863), che nelle sue opere diede voce al vernacolo popolare della città, l’espressione deriverebbe dalla sigla AUF (ad Usum Fabricae, cioè “destinato a essere utilizzato nella fabbric” dell’opera di S. Pietro), con cui venivano contrassegnati i materiali edilizi che venivano trasportati lungo il fiume Tevere per la costruzione della basilica vaticana. Fin dal Medioevo, infatti, i materiali destinati alle cattedrali erano esentati dal pagamento dei dazi riservati alle altre merci che entravano nelle città: con questa sigla si indicava perciò un bene o un servizio che non doveva pagare tasse e da qui sarebbe poi derivata la locuzione attualmente in uso.

Simili etimologie sono state ipotizzate per la variante lombarda “a ufa” (ad Usum Fabricae Ambrosianae, in riferimento alla costruzione del Duomo di Milano) e per quella fiorentina “a ufo” (ad Usum Florentinae Operae, per la costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze).  

Queste e altre ipotesi si scontrano però con l’evidenza linguistica di alcuni termini delle antiche lingue germaniche: per esempio ufjô, “abbondanza” e uf, “superfluo”, nel significato di “senza  costo, senza valore”. È dunque probabile che, durante il Medioevo, essi siano entrati nel linguaggio comune delle popolazioni italiane per indicare un’attività che non si paga, da cui sarebbe derivata la locuzione “a ufo”.

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