Campus Storia e Geografia

Lo sapevi che? Andare in ferie

08 Gennaio 2016

Andare in ferie

L’origine di questa espressione, che indica l’inizio di un periodo di riposo dall’attività lavorativa, risale alla cultura degli antichi Romani.  

I giorni del loro calendario contemplavano date riservate al culto pubblico e privato, definite feriae: l’origine di questo termine, che nei testi più antichi appare nella forma fesiae, deriva molto probabilmente da fas, che significa “è lecito”, “è consentito”.

I giorni di feriae pubbliche erano infatti divisi in fasti (dies fasti o festi, “giorni fausti”, “favorevoli”) o nefasti (dies nefasti o infesti, cioè “infausti”, “sfavorevoli”) per le attività principali, come le feste riservate al culto degli dei. Nei giorni nefasti, per esempio, si sospendevano le attività nei tribunali e gli schiavi restavano a riposo. Nei giorni fasti, invece, i magistrati potevano esercitare l’attività giudiziaria e convocare le assemblee popolari (o comizi), organizzare giochi pubblici ecc.

La lista dei giorni fasti e nefasti era stilata dai pontefici, i sacerdoti romani, che per le feriae, stabilivano alcune date fisse e altre variabili di anno in anno.

Dalla forma festus è inoltre derivato il termine attuale “festa”, mentre l’origine di “ferragosto”, con cui si è soliti oggi indicare la solennità di Maria Assunta, che cade il 15 agosto di ogni anno, deriva da Feriae Augustae, una festa dedicata al primo imperatore romano Cesare Ottaviano Augusto.

Sebbene il nome “ferie” sia strettamente collegato all’idea di vacanza e di festa, l’aggettivo “feriale” è oggi utilizzato con un significato opposto, in quanto indica i giorni lavorativi. L’origine di questa accezione risale al latino medievale: per evitare di citare i nomi degli dei pagani nei giorni della settimana (Luna, Marte, Mercole, Giove e Venere), gli ecclesiastici erano soliti indicarli come feriae: dopo la domenica (dies dominica, “il giorno del Signore”,) che era il primo giorno della settimana, seguiva la “seconda feria” (il lunedì), via via fino alla sesta (il venerdì). Da allora l’espressione “feriale” è dunque utilizzata nella lingua comune per indicare i giorni lavorativi, cioè non festivi, della settimana.

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