Campus Storia e Geografia

Programmazione didattica e materiali per la verifica Sviluppare il ragionamento e il pensiero critico

15 Maggio 2017

Sviluppare il ragionamento e il pensiero critico

di Vittoria Paradisi

Nonostante siano passati oltre cento anni, risuonano più vere che mai le parole che Gaetano Salvemini scrisse in un saggio del 1908 dal titolo “Che cos’è la cultura?”

“La cultura è tutto ciò che rimane in noi dopo che abbiamo dimenticato tutto quello che avevamo imparato.”

Dunque la cultura non è nozionismo, non è “enciclopedia erudita” come egli la definisce: va ben oltre, è qualcosa di molto più prezioso. E se ciò era vero allora, forse lo è tanto più oggi visto che viviamo in un mondo (almeno il nostro, ovvero il Nord del mondo ricco e sviluppato) in cui basta un click per avere a disposizione le informazioni che ci servono e che un tempo invece si potevano reperire solo sui libri o dalle persone che conoscevano quel determinato argomento (per averlo studiato o per averne fatta esperienza sul campo). Ciò non significa che non serve studiare e apprendere nozioni ma significa che questo non basta e la scuola deve preoccuparsi, più che della numerosità delle informazioni incamerate dai ragazzi, della capacità di mettere in relazione, gestire, utilizzare quanto appreso in base ad uno scopo.
Lo stesso Salvemini dice che la scuola deve riconoscere all’alunno “il diritto all’ignoranza” ma, al contempo, la fervente voglia di superare questa ignoranza.

“Si può dire - scrive Salvemini - che la cultura consiste non tanto nel numero di nozioni e nella massa dei materiali grezzi che in un dato momento ci troviamo ad aver immagazzinato nella memoria, quanto in quella raffinata educazione dello spirito, reso agile ad ogni lavoro, ricco di molteplici e sempre deste curiosità, in quella capacità di imparar cose nuove, che abbiamo acquistata studiando le antiche.”

Deve dunque essere stimolata la curiosità e la voglia di ampliare le proprie conoscenze perché se ne riconosce l’utilità e l’importanza. Le informazioni non vanno dunque assimilate passivamente ma fatte oggetto di elaborazione, analisi, decostruzione e ricostruzione, valutazione, giudizio critico. Questi processi sono necessari al fine di esercitare il ragionamento e il pensiero critico, ovvero la complessa abilità di pensare chiaramente, in modo accurato e razionale che è un obiettivo mai pienamente raggiunto e sempre perfettibile.

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