Campus Storia e Geografia

Didattica integrata La scuola diventa “social”: come e perché creare aule virtuali

15 Maggio 2017

La scuola diventa “social”: come e perché creare aule virtuali

di Vittoria Paradisi

Molti docenti e soprattutto un numero sempre più elevato di studenti, così come i genitori di questi ultimi, conosce e utilizza abitualmente i social: facebook, instagram, twitter sono tra quelli più noti e utilizzati ma ne esistono molti altri, più o meno frequentati.
Recentemente, l’idea che anche la scuola possa diventare “social” si è fatta strada: alcuni istituti hanno creato le loro pagine facebook mentre alcuni docenti sono in contatto con i propri alunni e hanno costituito dei gruppi che vengono utilizzati a scopo didattico.
Se l’idea di rendere social la scuola può avere lati positivi, occorre sottolineare però che, a scopo didattico, è necessario utilizzare canali espressamente dedicati al mondo scolastico: creare gruppi di studenti su facebook o su social generici può risultare una scelta sconveniente se non addirittura contestabile da un punto di vista legale, in particolare se gli alunni non hanno raggiunto l’età minima richiesta per l’iscrizione alla piattaforma.

L’introduzione di un social ha diversi punti di forza:
• tutte le parti (insegnanti, alunni, genitori) possono interagire, comunicando e collaborando, allo scopo di rendere l’azione formativa più efficace, rapida, fluida;
• si tratta di un mezzo accattivante per mantenere il contatto con gli studenti in un modo a loro familiare ma in modalità assolutamente protetta;
• gli alunni sono incentivati a una partecipazione attiva, sentendosi parte di una comunità che costruisce insieme l’apprendimento;
• incentiva l’apprendimento tra pari: a ogni domanda o richiesta di un alunno, i compagni possono intervenire creando un circolo positivo di aiuto, condivisione, scambio di idee, ricerca collaborativa di soluzioni, in un’ottica che però non esclude il supporto, laddove necessario, del docente;
• l’insegnante può costantemente monitorare e gestire quanto avviene nell’aula virtuale;
• ogni partecipante mette a disposizione le proprie conoscenze e competenze in modo informale e immediato, senza attendere l’intervento del docente, il quale diventa così regista e conduttore della classe: egli infatti dovrebbe agire con un interventi mirati a tracciare la strada e a correggere eventuali storture, lasciando ai ragazzi il gusto di sperimentare e di fare proprio lo strumento;
• è possibile utilizzarlo anche come repository, attraverso appositi strumenti (creazione di cartelle condivise ecc.);
• la possibilità di realizzare attività didattiche innovative, stimolanti e diversificate (attività interattive, quiz autocorrettivi, creazione di ebook, ecc.).

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