Campus Storia e Geografia

Didattica integrata Imparare giocando: la gamification applicata alla didattica

15 Maggio 2017

Imparare giocando: la gamification applicata alla didattica

di Vittoria Paradisi

“Per insegnare bisogna emozionare. Molti pensano ancora che se ti diverti non impari” (Maria Montessori)

Il termine gamification indica l’insieme delle caratteristiche e delle tecniche del gioco mutuate in contesti diversi da quelli del puro e semplice divertimento: nel caso della scuola, si parla di gamification come arte di rendere divertente e giocoso il processo di apprendimento. In definitiva si tratta di applicare i principi del gioco nel campo dell’insegnamento al fine di ottenere studenti coinvolti, impegnati e desiderosi di imparare.
La gamification introduce concetti come badge, livelli, successi e punti di gioco per la classe. Gli studenti sono ricompensati quando hanno successo, ma non sono penalizzati (o non lo sono in modo troppo duro e irrecuperabile) quando non lo hanno.  Con l’introduzione di un sistema di premi senza pene dure, gli studenti non hanno paura di provare e di mettersi in gioco: rimuovendo la paura del fallimento, inconsciamente li incoraggiamo ad imparare.
Se ci riflettiamo, comprendiamo come per i bambini piccoli imparare è il gioco più bello di tutti: ogni cosa è un gioco, tutto ciò che c’è intorno viene esplorato e sperimentato perché ancora sconosciuto. I giocattoli vengono utilizzati per un tempo piuttosto breve perché ogni oggetto è un possibile giocattolo e quindi tutto va toccato, annusato, assaggiato: al contrario di quanto vorrebbero mamma e papà tutto, ma proprio tutto, finisce prima o poi per attirare l’attenzione del bambino che non può essere limitata agli oggetti per lui appositamente acquistati.
Eppure ad un certo punto il binomio gioco/apprendimento si spezza: o si gioca o si impara.

È possibile ricomporre questa frattura?

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