Campus Storia e Geografia

Laboratorio di Cinema L’altro volto della speranza

15 Maggio 2017

L’altro volto della speranza

a cura di Michele Chighizola

Regia: Aki Kaurismaki  

Interpreti: Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Ilkka Koivula, Janne Hyytiainen  

Genere: commedia, drammatico  

Durata: 98 minuti  

Produzione: Finlandia  

Uscita: 6 aprile 2017

   

Sinossi  

Finlandia, giorni nostri. Fuggito dalla guerra civile che imperversa nel suo paese, il profugo siriano Khaled (Haji) arriva in Finlandia su un cargo mercantile. Determinato a stabilirsi nel paese scandinavo e a ritrovare la sorella scomparsa, Khaled si autodenuncia alla polizia e chiede asilo. Nel frattempo Wikstrom (Kuosmanen), finlandese ex rappresentante di camicie, decide di cambiare vita e rileva un ristorante. I destini dei due si incontreranno dopo che l’ufficio immigrazione finlandese decide di respingere la richiesta di asilo di Khaled, sostenendo che la guerra in Siria non è sufficientemente pericolosa da giustificare una fuga.  

Scopo didattico  

Vincitore dell’Orso d’argento al Festival di Berlino del 2017, L’altro volto della speranza è uno dei film più limpidi e brillanti sulla crisi dei profughi dei nostri anni.
Finlandese classe '57, il regista Aki Kaurismaki è specializzato da decenni in argute poesie cinematografiche dedicate agli ultimi della società: unendo commedia, grottesco e surrealismo, ha saputo raccontare con semplicità la grazia degli umili e degli outsiders europei contemporanei. In questa poetica personale del regista, ultimamente, hanno fatto ingresso i profughi siriani e nordafricani che giungono in Europa clandestinamente.  
L’altro volto della speranza riprende il discorso iniziato da Kaurismaki con il precedente Miracolo a Le Havre (2011), raccontando l’arrivo di un immigrato irregolare nell’Europa di oggi. Cacciato e rifiutato dalle istituzioni, il profugo trova “asilo” tra gli ultimi della società, che lo aiutano in modo disinteressato, in nome della semplice fratellanza tra esseri umani. Lo stile antinaturalistico e surreale – che trasforma la storia in una sorta di fumetto in carne e ossa – rende il film e il suo messaggio universali: aiutare chi arriva è la cosa giusta e “normale” da fare.  
Grazie alla sua narrazione bizzarra e a suo modo archetipica, l’opera del regista finlandese riesce a fotografare l’Europa contemporanea in modo semplice anche nei suoi lati più complessi e farraginosi (le procedure di richiesta d’asilo; il permesso di soggiorno; le direttive UE agli stati membri; i rapporti tra Europa, Turchia e Medio Oriente). L’altro volto della speranza si presenta come un prezioso strumento didattico interdisciplinare, che tocca argomenti svariati – geografia, storia, giurisprudenza europea, crisi migratoria – con uno stile estremamente originale, brillante e non professorale. Il regista scandinavo, infine, dimostra come spesso la commedia sappia parlare della tragedia meglio della tragedia stessa. In sala dal 6 aprile 2017.  

Approfondimenti

  • L’altro volto della speranza è il secondo capitolo di un dittico dedicato alla crisi dei migranti. Si consiglia la visione di Miracolo a Le Havre (2011), primo film di Kaurismaki sull’argomento.
  • Come si fa la richiesta d’asilo politico? Chi sono le autorità competenti? Chi ha diritto allo status di rifugiato?
  • In Italia è stato recentemente approvato il Decreto Minniti sull’immigrazione. Cosa prevede?
  • Quanti richieste di asilo politico ci sono state in Italia nel 2016? Quante accolte e quante respinte? Fai una ricerca on-line.
  • Come funziona il permesso di soggiorno? Quali sono le motivazioni per cui viene rilasciato e quelle per cui viene negato?
  • Ripercorri brevemente le tappe della guerra civile siriana, dallo scoppio delle Primavere arabe sino al 2017.
  • Durante l’interrogatorio presso l’ufficio immigrazione, a Khaled viene chiesto se sia un musulmano sciita, sunnita o alauita. Quali sono le differenze? Fai una ricerca.              

Clicca QUI per guardare la scena l’incontro/scontro tra Khaled e il ristoratore.  

Discussione in classe:

Alcuni paesi hanno reagito al grande flusso di migranti chiudendo le frontiere o annunciando la costruzione di muri. Secondo voi sono strumenti che possono funzionare per risolvere il problema? I trattati di Schengen sulla libera circolazione vanno rivisti?

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