Campus Storia e Geografia

Ricorrenze e anniversari Il 40° anniversario di Charta 77

10 Febbraio 2017

Il 40° anniversario di Charta 77

di Fabio Carrara

Quarant’anni fa, il 6 gennaio 1977, oltre duecento intellettuali cecoslovacchi firmarono la Charta 77, un documento con cui chiedevano il rispetto dei diritti civili nel loro Paese. Si trattò di un’importantissima iniziativa di dissenso politico contro il governo comunista della Cecoslovacchia, che allora era ancora uno Stato satellite dell’Unione Sovietica, sottoposto cioè al suo controllo, e riuniva in un’unica nazione le attuali Repubblica Ceca e Slovacchia. Questo episodio rappresentò un nuovo e fondamentale capitolo della lotta per la difesa della libertà del popolo cecoslovacco, che già nel 1968 aveva visto schiacciare dall’invasione dei carrarmati sovietici i tentativi di riforma (il cosiddetto “socialismo dal volto umano”) promossi dalla “primavera di Praga”.

Charta 77 fu redatta da importanti personalità del mondo culturale cecoslovacco, tra cui gli scrittori e drammaturghi  Václav Havel e Pavel Kohout, il filosofo Jan Patočka e il diplomatico Jiří Hájek. La repressione del regime comunista riuscì a frenare temporaneamente l’affermazione dell’associazione, ma agli iniziali firmatari se ne aggiunsero molti altri, fino a raggiungere il numero di quasi duemila sostenitori di Charta 77. Per difendere i firmatari dalle violenze delle forze dell’ordine, nel 1978 nacque il Comitato in difesa degli ingiustamente perseguitati, che contribuì a diffondere le idee dell’associazione in tutto il Paese; le informazioni cominciarono inoltre a circolare anche all’estero e i dissidenti cecoslovacchi ottennero l’appoggio di numerose organizzazioni internazionali impegnate nella difesa dei diritti civili.

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