Campus Storia e Geografia

Lo sapevi che? Andare in visibilio

17 Marzo 2016

Andare in visibilio

Questa locuzione, che ricorre anche nella poesia Sant’Ambrogio (1846) di Giuseppe Giusti («Uno sgomento di lontano esilio, che mi faceva andare in visibilio»), significa “provare una grande gioia” o “un piacere immenso”, “andare in estasi”.

Nel linguaggio familiare significa invece una “grande quantità”, una “moltitudine”.  

Essa si diffuse nel corso dell’Ottocento: probabilmente deriva dalla parola latina invisibilium, e specificamente da uno dei primi versi della preghiera cattolica del Credo, in cui si cita Dio come creatore visibilium omnium et invisibilium, «di tutte le cose visibili e invisibili». La preghiera veniva recitata comunemente in lingua latina da strati della popolazione sempre meno consapevoli del significato letterale delle parole nell’idioma antico: è un’ipotesi abbastanza credibile che il termine invisibilium (invece che un genitivo plurale, “delle cose che sono invisibili” nella vita terrena) venisse perciò considerato un sostantivo singolare e che  indicasse una realtà trascendente e meravigliosa, in cui si manifesta la potenza creatrice di Dio. Da qui sarebbe dunque sorto in italiano il termine “visibilio“ per indicare una condizione di estasi meravigliosa.

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