Campus Storia e Geografia

Riflessioni pedagogiche Modernizzazione e sviluppo democratico dell’istruzione nell’Italia repubblicana.

31 Maggio 2017

Modernizzazione e sviluppo democratico dell’istruzione nell’Italia repubblicana.

di Redi Sante Di Pol

Nell’immediato dopoguerra le ripetenze costituiscono un fenomeno molto grave, rivelando sia il sottosviluppo culturale di larghi strati della popolazione, sia la scarsa preparazione didattica di molti insegnanti. Preoccupante è anche l’abbandono scolastico nella scuola elementare, che vede un calo considerevole con il miglioramento socio-economico fra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Dopo una serie di tentativi precedenti, nel 1962 viene attuata la riforma della scuola media, che, rispondendo al principio di elevare il livello di educazione, si pone come “completamento dell’istruzione di base” e come “scuola sostanzialmente unica ed essenzialmente formativa”.

“Tenendo presente le ancora forti disuguaglianze sociali e culturali presenti sul territorio nazionale la scuola era chiamata, non più a selezionare, ma a «compensare eventuali divari di partenza fra alunni provenienti da diversi ambienti sociali e da far superare eventuali difficoltà di sviluppo». Con queste finalità era richiamata, oltre alla presenza delle classi di aggiornamento e differenziali, la necessità di impostare l’insegnamento sulla base dell’individualizzazione e della personalizzazione superando il tradizionale metodo della «distribuzione incolore del sapere, la quale nella sua genericità condurrebbe all’abbassamento del comune livello culturale, alla mortificazione dei più dotati e alla trascuranza di quelli trattenuti da particolari difficoltà».”

Tratto da La scuola per tutti gli Italiani. L’istruzione di base tra Stato e società dal primo Ottocento ad oggi

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