Campus Storia e Geografia

16 Ottobre 2015

Italia a colori

di Maurizio Ridolfi

Le stagioni della politica italiana nell'immaginario collettivo hanno un colore, basti pensare a cosa evocano per esempio nella storia del nostro Paese espressioni come biennio rosso o camice nere.

Se dalla nascita della Repubblica fino alla fine degli anni Ottanta alcuni linguaggi cromatico-simbolici erano ben definiti e caratterizzanti di un partito o di una ideologia, negli ultimi decenni, con la crisi della Repubblica e le tensioni internazionali, abbiamo assistito al proliferare di nuove metafore: la rivoluzione arancione, i blak bloc, il popolo viola, l'arcobaleno della pace.

In queste pagine Maurizio Ridolfi propone un lucido excursus dei movimenti di piazza del nuovo millennio, che se da una parte esprimono un rinnovato bisogno di appartenenza, dall'altra tradiscono un generale disorientamento.

«Oggi non abbiamo veri e propri simboli, capaci di condensare e rappresentare un’identità politica. Privati di un intrinseco rapporto con i sentimenti collettivi e individuali, causa lo scolorirsi di emozioni e passioni politiche, i simboli sembrano assomigliare sempre più a messaggi pubblicitari, di cui si abusa sia per vuoti culturali sia per contingenti pulsioni mediatiche.»

Tratto da Italia a colori. Storia delle passioni politiche dalla caduta del fascismo ad oggi
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