Campus Storia e Geografia

Ottocento Il processo di unificazione nazionale (1848-1870).

14 Aprile 2017

Il processo di unificazione nazionale (1848-1870).

di Nicola Tranfaglia

L’Italia unitaria si trova ad affrontare una serie di problemi che ne minano da subito la stabilità. Essendo un Paese proveniente da una frammentazione in Stati governati da poteri scarsamente interessati al bene dei governati, sconta innanzitutto una difficoltà delle assemblee rappresentative a portare al centro i rappresentanti migliori delle tante realtà locali. A questo si uniscono due fenomeni di enorme peso: il brigantaggio, sostenuto dal disagio sociale di alcune parti della Penisola più arretrate dal punto di vista economico; e la mafia, che, risalente a un periodo precedente l’unificazione nazionale, trae vigore dalla debolezza degli apparati istituzionali in comparti essenziali come quello del controllo della forza fisica per imporre la legge e garantire l’ordine.

“L’Italia, all’indomani della proclamazione, il 17 marzo 1861, del Regno d’Italia, si presentava come uno dei maggiori Paesi del continente europeo per dimensioni sia territoriali sia demografiche ma, se si andava ad analizzare lo sviluppo economico e civile, si doveva constatare che tra l’Italia e gli altri maggiori Stati europei […] esisteva una differenza a loro favore rispetto alla penisola che per molto tempo non sarebbe stata colmata.”

Tratto da Breve storia dell’Italia unita (1848-2013)

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