Campus Storia e Geografia

Guerre, dittature e totalitarismi del Novecento Io avevo un altro nome. L'appropriazione di bambini come estremo biopolitico

15 Ottobre 2015

Io avevo un altro nome. L'appropriazione di bambini come estremo biopolitico

di Gennaro Carotenuto

Una delle pratiche più crudeli messe in atto dalle dittature dell'America Latina degli anni '70 è il rapimento dei figli degli oppositori al regime, la cui eliminazione passa anche per la distruzione delle loro famiglie e quindi della loro memoria.

In queste pagine l'autore riporta le amare testimonianze dei figli dei desaparecidos che, ormai divenuti adulti, riferiscono gli episodi della loro infanzia per chiedere giustizia e riappropriarsi della loro identità.

«Io non ho mai accettato la morte di papà. Mamma non ha mai visto il corpo. Quindi io mi sono costruita che mio papà se ne fosse andato e stesse nascosto. Tutto un film! E se non stava nascosto aveva perso la memoria. Però era vivo e un giorno o l'altro sarebbe ricomparso.»

Tratto da Todo cambia. Figli di desaparecidos e fine dell'impunità in Argentina, Cile e Uruguay
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