Campus Storia e Geografia

Guerre, dittature e totalitarismi del Novecento Intervento e impegno in guerra (1915-1916). I progetti per il “Mondo nuovo”

14 Aprile 2017

Intervento e impegno in guerra (1915-1916). I progetti per il “Mondo nuovo”

di Marco Cuzzi

Per la massoneria italiana la Grande Guerra, scoppiata per ribadire il trinomio della Rivoluzione del 1789, avrebbe dovuto essere la palingenesi di un “mondo nuovo”: una “guerra giusta” per i diritti dei popoli che avrebbe posto le fondamenta di una società armonica e pacifica.

Ma presto nelle posizioni massoniche si rivelò una trasformazione in senso ultra patriottico e nazionalista, fino al progetto sempre più esplicito di un’annessione dei territori di Fiume e della Dalmazia per fare dell’Adriatico una zona sicura. Accanto ai programmi espansionistici e al rischio di un’involuzione autoritaria si prospettava con forza, quasi a voler contrastare quella tendenza, la necessità di una profonda riforma del Paese in senso democratico.

“Di nuovo appariva il principio di una guerra in favore di ogni popolo oppresso, oltre che per ripristinare i diritti d’Italia. Tuttavia, l’enfasi con la quale quest’ultimo aspetto veniva sottolineato dal ministro massone suggeriva che fosse in atto, nella famiglia libero-muratoria italiana, una trasformazione in senso ultra patriottico e nazionalista in modo non dissimile a quanto era già accaduto nel corso della guerra di Libia: la libertà del Mediterraneo aveva per condizione assoluta la sicurezza dell’Adriatico.”

Tratto da Dal risorgimento al Mondo nuovo. La massoneria italiana nella Prima guerra mondiale

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