Campus Storia e Geografia

Costumi e società Filigrana dell’immaginario. Cinema e razza al tempo della globalizzazione 1980-2001. Mutar val più di quattro ‘Gatti’ (1980-85)

05 Giugno 2017

Filigrana dell’immaginario. Cinema e razza al tempo della globalizzazione 1980-2001. Mutar val più di quattro ‘Gatti’ (1980-85)

di Gaia Giuliani (a cura di)

La produzione cinematografica italiana degli anni Ottanta e Novanta ci restituisce un’immagine dell’altro che risente della risignificazione del nostro passato coloniale, non sempre fatto sufficientemente oggetto d’analisi: ne esce l’idea che quello italiano fu un colonialismo minore, bonario e persino paternalistico, mentre le rappresentazioni del “nero” (e quelle del meridione d’Italia) sono condizionate dallo stereotipo della barbarie e dell’arretratezza con cui si confronta il “bianco” (nordico) civilizzato.

“Altri film rendono manifeste fobie di vario tipo: quella di essere invasi da corpi non italiani in Paura nella città dei morti viventi (1980), film di Lucio Fulci in cui, come Giuliani e Brioni hanno chiarito, gli zombi sono espressione diretta del ritorno del coloniale nei discorsi dell’Occidente. In Incubo sulla città contaminata (1980), di Umberto Lenzi, si narra di come una nuvola radioattiva abbia generato zombi violenti e rabbiosi, capaci con un morso di trasformare i ‘civili bianchi’ in ‘selvaggi neri’. Infatti, coloro che vengono feriti dai morti-viventi si ricoprono, pian piano, di macchie e di pari passo aumentando la loro ferocia.”

Tratto da Il colore della nazione

Clicca QUI per maggiori informazioni sull’opera.

Documenti allegati

Per condividere