Campus Scienze umane

Scienza e Filosofia Il senso morale umano e le controversie bioetiche

18 Aprile 2017

Il senso morale umano e le controversie bioetiche

di Gilberto Corbellini, Chiara Lalli

A partire dagli anni Settanta e Ottanta le comuni idee filosofiche sulla “natura umana” sono cambiate in seguito a una serie di scoperte raggiunte in campo evoluzionistico, antropologico e neuroscientifico. I modelli teorici che postulavano, alla radice di ogni considerazione morale, l’esistenza di un’entità superiore o di una legge presente nell’essere umano sono stati superati dalla considerazione che il nostro comportamento è la conseguenza di una combinazione di geni e schemi decisionali nutriti dall’esperienza: l’etica, infine, si configura come un’evoluzione culturale di sentimenti di carattere pratico che, in un contesto evolutivo, sono “buoni” o “cattivi” in considerazione del vantaggio che possono dare ai fini della sopravvivenza; e le decisioni morali hanno nella componente emotiva un elemento imprescindibile.

La possibilità di non incorrere in errori morali sta nella capacità di combinare la nostra moralità di fondo (retaggio del processo evolutivo) con credenze controllabili scientificamente.

“Soprattutto è importante capire che la correttezza logico-formale di un’argomentazione non è né necessaria né sufficiente per portare qualcuno che la pensa diversamente a cambiare la sua posizione. Questo appunto perché quando si tratta di morale non è possibile stabilire se comportamenti o giudizi siano buoni o cattivi, giusti o sbagliati, se non per quel che riguarda i contenuti empirici. Che però non sono l’aspetto che più conta nei giudizi morali e nelle scelte. Com’è ampiamente dimostrato dagli studi sperimentali, le persone adottano ben definite strategie confabulatorie per i loro argomenti a difesa di un giudizio morale nel quale credono a prescindere.”

Tratto da Bioetica per perplessi. Una guida ragionata

 

Clicca QUI per maggiori informazioni sull’opera.

Documenti allegati

Per condividere