Campus Scienze umane

Scienza e Filosofia Il processo al cervello. Implicazioni legali. Quant’è libero il libero arbitrio?

18 Aprile 2017

Il processo al cervello. Implicazioni legali. Quant’è libero il libero arbitrio?

di Adrian Raine

Considerato che esiste una relazione tra comportamento deviato e disfunzione cerebrale, e che sotto particolari condizioni i criminali possono essere considerati vittime di meccanismi biosociali, qual è la responsabilità di questi soggetti?

Gli studi di neurocriminologia portano a concludere che il destino di un individuo può essere condizionato fino a ridurre drasticamente la sua capacità di libero arbitrio, con la conseguenza che il concetto di responsabilità legale dovrebbe essere rivisto e adeguato alle nuove scoperte scientifiche.

“Un neurologo molto preparato, il dottor Russell Swerdlow, mise insieme i sintomi mostrati dal paziente e gli fece fare una TAC. Dalla TAC emerse che Oft aveva un grosso tumore che stava crescendo alla base della corteccia orbitofrontale, comprimendo la parte destra della regione prefrontale del cervello. I neurochirurghi asportarono il tumore e Oft cambiò repentinamente. Le sue emozioni, la cognizione e l’attività sessuale tornarono nella norma. Prese campo il senso di colpa ed il rimorso per quello che aveva fatto alla figliastra; non faceva più proposte sessuali alle donne che lavoravano in ospedale; non sentiva più il bisogno di stuprare la sua padrona di casa, né di suicidarsi.”

Tratto da L’anatomia della violenza. Le radici biologiche del crimine

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