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Normativa I Bisogni Educativi Speciali e la didattica inclusiva

07 Febbraio 2015

I Bisogni Educativi Speciali e la didattica inclusiva

di Caterina Viola

In un momento storico caratterizzato da una crisi profonda che grava principalmente sulle nuove generazioni, che sembrano private della speranza e rassegnate ad una condizione di non studio, non lavoro, non partecipazione non è insignificante riaprire una riflessione a tutto campo sulla scuola, sul suo ruolo, sulle sue prospettive poiché proprio da una scuola che riesca a segnare in positivo la crescita non di tanti ma di tutti i ragazzi, che in essa vivono quelli che possono essere chiamati “i migliori anni”, per farne uomini e cittadini consapevoli e partecipi, dipende la qualità della società.

Se è vero che, come è stato sostenuto e con buone ragioni, istruire ed educare è stato sempre uno dei mestieri più ardui, lo è particolarmente oggi, in un mondo che cambia in modo impressionante, che continuamente deve ricostruire certezze, dare senso all’agire di ciascuno, rendere capaci di autonomia di pensiero e di orientamento, far costruire le categorie necessarie a capire la complessità straordinaria e crescente, far convivere sinergicamente lingue, culture, religioni diverse; e la scuola dellinclusione, quella immaginata dai padri costituzionali, tutto questo deve saper fare e fare per tutti i suoi alunni e per ciascuno di essi. Credo che l’inclusione sia sempre un orizzonte a cui avvicinarsi continuamente ma mai raggiungibile una volta per sempre; e questa non scontata approssimazione dipende dalla coerenza tra il modello teorico normativo e la creativa pratica didattica in realtà caleidoscopiche e dalle mille sfaccettature problematiche.

Ritengo perciò che non sia inutile offrire una sintesi della faticosa progressione delle norme e delle interpretazioni che hanno caratterizzato la nostra scuola e ne hanno consolidato il progressivo approssimarsi all’orizzonte della migliore inclusione: conoscere la rotta già percorsa è fondamentale per tracciare quella ancora da percorrere.

Avere ben chiaro il filo rosso che lega la normativa sino agli sbocchi più recenti significa  avere le migliori chances per tradurre le previsioni normative in quella vivificante pratica didattica che siamo chiamati a ideare, progettare e realizzare.

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