Campus Italiano

Ricorrenze Il Giorno della Memoria - Ricordare per non dimenticare

30 Gennaio 2016

Il Giorno della Memoria - Ricordare per non dimenticare

27 gennaio una data da ricordare

Il 27 gennaio del 1945 venivano abbattuti i cancelli del più grande campo di sterminio nazista, ad Auschwitz. Da quel giorno per la prima volta, varcata la scritta “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi) si venne a conoscenza di quanto era accaduto e dell’atrocità di quello sterminio che ancora tutt’oggi, dopo settantuno anni rimane un dramma ingiustificato e incapace di essere perdonato.

L’Italia nel 2000 ha istituito il Giorno della Memoria per far sì che si possa ricordare per sempre quanto è accaduto, evitando così che tale atrocità si possa ripetere nel corso della storia. Ma i tristi avvenimenti degli ultimi mesi ci dimostrano che purtroppo questo non è un episodio conclusosi con la fine della seconda guerra mondiale, esiste al mondo ancora molta gente capace di commettere gesti assurdi nei confronti dell’umanità.

In questo giorno spesso si sente parlare di Shoah, ma che cosa si intende con questa parola? Il significato letterale è catastrofe, ma ad oggi ha sostituito la parola Olocausto, termine appunto che identifica lo sterminio compiuto dai nazisti; ma è giusto sapere che la parola Olocausto è un termine che rievoca il sacrificio biblico e rischierebbe di dare valore ad una strage che non avrà mai senso. Il giorno della memoria non è quindi solo un omaggio a quelle vittime ma soprattutto una presa di coscienza collettiva per ricordare un fatto che non dovrebbe mai più ripetersi.

La letteratura e la Shoah

Anche nella letteratura si è sempre sentito il bisogno di testimoniare e di riflettere su una pagina così triste della storia dell’umanità. Tante sono le opere scritte e che si scrivono ancora tutt’oggi su questa tematica: dai testi memoriali dei sopravvissuti, ai romanzi in cui realtà e finzione si mescolano, ma dove il punto in comune rimane sempre il riferimento ai fatti prettamente storici, fino alla poesia. Un posto di grande importanza lo occupa però un altro testo conosciuto il tutto il mondo: il Diario di Anna Frank, pubblicato postumo dall’unico superstite, il padre Otto.

Tra i testi memoriali dei sopravvissuti riveste un ruolo importante il libro Il silenzio dei vivi di Elisa Springer. Nata a Vienna nel 1918 in una famiglia di commercianti ebrei di origine ungherese, fu una vittima sopravvissuta al dramma che si consumò ad Auschwitz.

Dopo un incipit felice dove la scrittrice racconta la sua spensierata adolescenza, il racconto passa direttamente a narrare le tristi vicende che interessano la sua famiglia, dal rapimento del padre, deportato nel campo di Dachau, dal quale non farà più ritorno, ai vani tentativi della madre e di lei di sfuggire alle rappresaglie tedesche. Purtroppo non riusciranno a salvarsi: la madre verrà catturata e mandata nel ghetto di Budapest, morirà poi in un lager; Elisa invece dopo un periodo di prigionia tra Milano e Como il 2 agosto del 1944 sarà deportata ad Auschwitz. Salvata dalla camera a gas dal gesto generoso di Bogdan, scrivano ucraino, Elisa conosce l’orrore del più grande campo di sterminio nazista. Umiliata e offesa, tuttavia riuscirà a tenere vivo in sé il desiderio di sopravvivere alla distruzione, anche nel corso dei successivi trasferimenti in altri campi di sterminio. La sua forza e una serie di fortunate coincidenze le consentono di ritornare trai vivi, dapprima a Vienna presso una zia che la aiuterà a guarire dal tifo contratto nel campo di sterminio di Theresienstädt in Cecoslovacchia e poi in Italia, dove potrà ricominciare finalmente a vivere.

Scopo didattico

Il silenzio dei vivi, drammatica testimonianza della stessa scrittrice sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz, pone l’attenzione sulle difficoltà di reinserimento dopo il dramma; la scrittrice arriva quasi a percepire la colpa di essere viva.

Poter scrivere questo libro ha significato poter spezzare quel silenzio, quel dolore interno, quel senso di inadeguatezza che ha accompagnato la scrittrice per oltre cinquant’anni dalla liberazione dal campo di sterminio. Una denuncia quella di Elisa che chiama in causa tutti affinché si prenda coscienza di quello che è stato e che non dovrà più accadere. Un romanzo questo indirizzato soprattutto ai ragazzi che hanno l’obbligo di non dimenticare.

La nostra voce, e quella dei nostri figli, devono servire a non dimenticare e a non accettare con indifferenza e rassegnazione, le rinnovate stragi di innocenti. Bisogna sollevare quel manto di indifferenza che copre il dolore dei martiri! Il mio impegno in questo senso è un dovere verso i miei genitori, mio nonno, e tutti i miei zii. E’ un dovere verso i milioni di ebrei ‘passati per il camino ‘, gli zingari, figli di mille patrie e di nessuna, i Testimoni di Geova, gli omosessuali e verso i mille e mille fiori violentati, calpestati e immolati al vento dell’assurdo; è un dovere verso tutte quelle stelle dell’universo che il male del mondo ha voluto spegnere… I giovani liberi devono sapere, dobbiamo aiutarli a capire che tutto ciò che è stato storia, è la storia oggi, si sta paurosamente ripetendo.”

Elisa Springer, Il Silenzio dei Vivi

Attività didattiche

  • Il libro è diviso in cinque parti che corrispondo alle diverse fasi dell’esperienza dell’autrice: sapresti individuare le tematiche che caratterizzano le pagine di questo libro?
  • Come definiresti il linguaggio e lo stile che l’autrice adotta per raccontare questo triste episodio della sua vita?
  • Partendo dalle pagine di questo romanzo, impregnate di vicende storiche che hanno interessato l’intera umanità, crea una mappa concettuale con gli eventi più importanti che hanno caratterizzato gli anni dal 1938 al 1945.
  • Le motivazioni che hanno spinto Elisa Springer a scrivere questo romanzo sono ben diverse da quelle che portarono Primo Levi a comporre uno dei testi più conosciuti al mondo, Se questo è un uomo: quali sono?
  • Il silenzio dei vivi è anche opera teatrale e diverse sono le compagnie che lo hanno messo in scena, tra cui quella di Giovanni Carpanzano: pensi che il suo contributo abbia conservato l’idea originale della scrittrice? In cosa trovi delle differenze?
  • La letteratura dei romanzi sulla Shoah prende vita nelle sale cinematografiche: il romanzo di Thomas Keneally, Schindler’s list, ne è un esempio. La pellicola, girata da Steven Spielberg, è basata sulla storia vera di Oskar Schindler, che portò alla salvezza circa 1200 ebrei. Quali sono le caratteristiche salienti di questo film? In cosa Spielberg si allontana dal libro?

Discussione

  • A settant’anni dallo sterminio della razza ebrea e alla luce dei fatti che riguardano la storia attuale della nostra umanità, credi che le idee che caratterizzarono “l’impero” di Hitler siano decadute insieme alla sua sconfitta?

 

Per condividere