Campus Italiano

Premi Letterari Strega 2017 - P. Cognetti "Le otto montagne"

10 Luglio 2017

Strega 2017 - P. Cognetti "Le otto montagne"

a cura di Michele Chighizola

Il Premio Strega 2017, principale riconoscimento letterario italiano, è stato vinto da Paolo Cognetti con il romanzo Le otto montagne. Partito ai nastri di partenza da outsider, data la giovane età dell’autore (39 anni) e il tema inedito della montagna, il libro si è lentamente fatto strada tra i gusti dei giurati, vincendo prima lo Strega Giovani e poi il premio principale. Una doppietta importante, che ne certifica la qualità trans-generazionale. Prima ancora di aggiudicarsi il premio, inoltre, Le otto montagne era già stato acquistato e tradotto da 30 case editrici straniere.

Esce sonoramente sconfitto dalla competizione La più amata di Teresa Ciabatti, dato per favorito per molti mesi e piazzatosi secondo, con 80 voti di distacco. La controversa autobiografia romanzata della scrittrice originaria di Orbetello - che racconta con coraggio le conseguenze di un’educazione elitista all’interno di una famiglia legata alla Massoneria di estrema destra – ha finito più per dividere che unire, lasciando spazio al trionfo del più edificante lavoro di Cognetti.  

Rispetto al lavoro di Ciabatti, infatti, Le otto montagne è un romanzo che offre al proprio protagonista Pietro – alter ego dello scrittore, che vive in una baita in Val d’Aosta – una via d’accesso alla serenità, all’equilibrio, forse addirittura alla felicità nella vita; e la via d’accesso alla salvezza è rappresentata dalle montagne. Tutto il contrario de La più amata, in cui la protagonista – che altri non è che l’autrice del libro – rimane intrappolata nei suoi demoni e nelle sue contraddizioni. In tal senso, la giuria ha scelto di premiare un romanzo semi-autobiografico a lieto fine piuttosto che un’autobiografia romanzata con molti lati dark.  

Il libro di Paolo Cognetti racconta la storia di Pietro, figlio di un padre burbero e severo con la passione per la montagna, che cresce tra la Milano degli anni Ottanta e la casa estiva di Grana, minuscolo borgo vicino al Monte Rosa. Qui Pietro conosce Bruno, suo coetaneo figlio di montanari. Tra i due nasce una profonda amicizia che durerà per anni, attraversando le adolescenze di entrambi e resistendo alle differenti scelte di vita – Pietro cerca di diventare un regista di documentari a Torino; Bruno rimane a Grana, cercando di vivere di sola pastorizia.

Le otto montagne è diviso in tre parti. La prima, Montagna d’infanzia, si concentra sull’incontro tra Pietro e Bruno da bambini, raccontando la nascita di un’amicizia all’ombra del Monte Rosa. La seconda, La casa della riconciliazione, affronta il difficile rapporto tra Pietro e il padre, uomo duro e freddo, il quale ha però lasciato al figlio la passione per la montagna. La terza e ultima parte, Inverno di un amico, racconta contemporaneamente il bisogno di fuga di Pietro, che intraprende un lungo pellegrinaggio in Nepal, e la crisi di Bruno, sempre più solo e isolato nel suo tentativo di rimanere attaccato alla montagna dove è nato.  

Caratterizzato da una scrittura piana, asciutta, quasi ruvida, ed estremamente classico nella rivisitazione di temi come l’infanzia, il rapporto padre-figlio e l’amicizia maschile, Le otto montagne di Paolo Cognetti trova la sua originalità nell’ambientazione montanara - vera e propria protagonista del romanzo e specchio allegorico delle emozioni provate dai personaggi. Tenendo a bada il lirismo d’alta montagna ed evitando di trasformare il racconto in un pamphlet natural-pauperista da contrapporre alla vita di città, lo scrittore milanese dà vita a una breve storia, solida come una roccia, in cui la montagna dispensa le gioie e i dolori dell’esistenza, diventando simbolo della vita stessa.

Conciliante e maturo, il romanzo di Paolo Cognetti è destinato a mettere d’accordo critici e lettori in modo plebiscitario, distanziandosi molto dal discusso libro-rivale di Teresa Ciabatti ma anche dall’enciclopedico vincitore dell’anno scorso, La scuola cattolica di Edoardo Albinati, concepito per tagliare fuori ampie fette di pubblico popolare. Le otto montagne è un romanzo per tutti, semplice ma non banale, che ricorda al mondo che, al di fuori dei social, dei computer e dell’iper-comunicazione, esiste una vita più semplice e, forse – Cognetti non è mai predicatorio –, più sana.

 

Approfondimenti

  • Un’interessante analisi di Christian Raimo, intellettuale e critico letterario, dei cinque finalisti allo Strega 2017, su Internazionale
  • La puntata di Che tempo che fa con l’intervista a Paolo Cognetti
  • L’intervista de La Stampa a Paolo Cognetti, in cui emerge l’identità di romanzo di formazione de Le otto montagne
  • L’articolo con cui Teresa Ciabatti, sconfitta in finale, racconta la sua delusione, dando vita ad un ideale capitolo finale del proprio romanzo

     

Per condividere