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Premi Letterari Campiello 2015 - M. Balzano, "L’ultimo arrivato"

26 Novembre 2015

Campiello 2015 - M. Balzano, "L’ultimo arrivato"

Il romanzo dell’autore milanese che ha conquistato la giuria del prestigioso premio letterario.

Classe 1978 e insegnante, Marco Balzano è l’autore de “L’ultimo arrivato”, opera vincitrice della 53a edizione del celebre Premio Campiello. Numerosi i riconoscimenti che accompagnano la fortuna editoriale del giovane scrittore: dal Premio Gozzano per la sua opera prima, la raccolta di poesie “Particolari in controsenso” (Lieto Colle, 2007), al Premio Centro Nazionale di Studi Leopardiani per il saggio “I confini del sole. Leopardi e il Nuovo Mondo” (Marsilio, 2008). Nell’universo del romanzo esordisce nel 2010 con “Il figlio del figlio” (Avagliano) e prosegue poi con “Pronti a tutte le partenze” (2013) e “L'ultimo arrivato” (2014), entrambi editi da Sellerio.

Nelle pagine de “L’ultimo arrivato” trova spazio il racconto in prima persona di Ninetto Giacalone detto Pelleossa, dall’infanzia di miseria trascorsa in un minuscolo paese alle pendici dell’Etna alle ombre affollate di una cella del carcere di Milano Opera. Nel mezzo scorre una vita, fatta di speranze e numerose frustrazioni, di desiderio di migliorare la propria condizione e incapacità di scivolare via dal binario tracciato dalla sorte. Ninetto è uno dei tanti giovanissimi che, ancora alla fine degli anni ’50, raggiunsero Milano e le altre città del nord in cerca di una vita migliore: soli, o affidati alle cure di compaesani e parenti, essi furono i protagonisti di una vera e propria migrazione infantile.

Una pregevole ricostruzione storica (l’universo rurale siciliano del dopoguerra, la Milano industriale degli anni ’60 e ’70 e, negli ultimi capitoli, il mondo del lavoro durante la più recente crisi economica), una trama dal sapore autentico e, soprattutto, uno stile originale (che ricrea verosimilmente la lingua di un uomo incolto capace tuttavia di slanci poetici), rendono la lettura fruibile e attutiscono la drammaticità di una storia, senza dubbio, amara.

Comunque non è che sono emigrato così, da un giorno all’altro. Non è che un picciriddu piglia e parte in quattro e quattr’otto. Prima mi hanno fatto venire a schifo tutte cose, ho collezionato litigate, digiuni, giornate di nervi impizzati, e solo dopo me ne sono andato via. Era la fine del ’59, avevo nove anni e uno a quell’età preferirebbe sempre il suo paese, anche se è un cesso di paese e niente affatto quello dei balocchi. Ma c’è un limite a tutto e quando la miseria ti sembra un cavallone che ti vuole ingoiare è meglio che fai fagotto e te ne parti, punto e basta.

Costruire il dibattito

L’emigrazione è stata un fenomeno di rilievo nella storia d’Italia e continua a interessare il nostro mondo, seppur in altre forme. La ricerca di un futuro migliore e le difficoltà di inserimento in una realtà diversa da quella d’origine, infatti, accomunano i nostri antenati ai migranti contemporanei e vicende come quella raccontata ne “L’ultimo arrivato” possono aiutare i lettori a comprendere meglio i fenomeni migratori degli ultimi anni.

Storie a confronto

Sono numerose le opere letterarie e cinematografiche che hanno affrontato questo tema. Ti proponiamo la visione di “Così ridevano” di Gianni Amelio, film vincitore del Leone d’oro nel 1998. Nella pellicola viene raccontata la storia di Giovanni (Enrico Lo Verso) e Pietro (Francesco Giuffrida), due giovani siciliani che alla fine degli anni ’50 giungono a Torino in cerca di fortuna. Una vicenda simile, almeno nei contorni, a quella raccontata da Balzano, dove al monologo di un unico protagonista viene però sostituito il difficile dialogo tra due fratelli.

Se vuoi accedere a ulteriori approfondimenti sul romanzo di Marco Balzano clicca sui link in basso e scopri i contenuti che abbiamo selezionato per te.

Conoscere l’opera - L’intervista all’autore su Fahrenheit

Conoscere l’autore - L’intervista sulle pagine di Repubblica

Il parere dei lettori - Le recensioni degli utenti di Anobii

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