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Premi Letterari Bancarella 2016 - M. Oggero "La ragazza di fronte"

25 Luglio 2016

Bancarella 2016 - M. Oggero "La ragazza di fronte"

In quanti modi le strade di due persone possono incrociarsi?

Uno degli appuntamenti imperdibili di metà estate è l’annuncio del vincitore del Premio Bancarella, tra le maggiori manifestazioni letterarie italiane. Caratterizzato da una storia affascinante e unica, il riconoscimento affonda le sue radici nella tradizione libraria di Pontremoli e della Lunigiana, terra di librai itineranti che un tempo contribuirono a diffondere l’amore per i libri e per la lettura nelle campagne dell’Italia settentrionale.

I finalisti La 63esima edizione si conclude con la vittoria de “La ragazza di fronte” di Margherita Oggero (Mondadori), scelto da una giuria di duecento librai tra i sei romanzi in finale; tra questi "La moglie perfetta" di Roberto Costantini (Marsilio), "L’ultima settimana di settembre" di Lorenzo Licalzi (Rizzoli), "Le sette sorelle - Ally nella tempesta" di Lucinda Riley (Giunti), "La nave delle anime perdute" di Alberto Cavanna (Cairo) e "La teologia del cinghiale" di Gesuino Nemus (Elliot).

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Premio Bancarella 2016 Classe 1940, Margherita Oggero è un’insegnante torinese che a partire dal 2002 si è fatta conoscere in tutta Italia grazie a una prolifica produzione letteraria. Un particolare successo di pubblico ha accolto la serie poliziesca che ha come protagonista la professoressa Camilla Baudino (“La collega tatuata”, “Una piccola bestia ferita”, “L'amica americana”, “Qualcosa da tenere per sé” e “Un colpo all'altezza del cuore”), successo al quale hanno contribuito gli adattamenti cinematografici e televisivi che ne sono stati tratti.

Con “La ragazza di fronte”, la scrittrice mette da parte il genere che l’ha fatta conoscere al grande pubblico per dedicarsi a una diversa formula narrativa. Nelle pagine del romanzo trova spazio la storia di Marta e Michele, personaggi dal carattere e dal passato apparentemente molto diversi, le cui strade sembrano destinate a convergere sin dall’infanzia. Marta è una giovane archivista con la passione per le notizie incredibili; i suoi pensieri sono fortemente influenzati dalla paura dell’abbandono, eredità di un’infanzia segnata dall’allontanamento della madre dal nucleo famigliare e di esperienze amorose profondamente deludenti. Michele è un giovane ingegnere che ha coronato il sogno di “guidare i treni”; di origini napoletane, è cresciuto sotto la guida e la protezione del nonno, barbiere emigrato al nord. È ancora un bambino quando si accorge di Marta: legge solitaria nel terrazzo di fronte a quello dove Michele trascorre i pomeriggi domenicali, resi odiosi dalla presenza dei genitori e della sorella. Le vite dei due scorrono su binari paralleli ma la sorte intende dare voce a quel dialogo muto. Il palcoscenico dove si muovono i protagonisti è Torino, sempre presente - o quasi - sullo sfondo.

“Apre la portafinestra, esce sul balcone e scopre all’improvviso, con sorpresa, che cos’è che lo ha fatto innamorare a prima vista di quell’appartamento: la simmetria degli spazi esterni con quelli della sua infanzia, il cortile che divide (o unisce) due stabili, posti l’uno di fronte all’altro e prospicienti su due diverse vie. E al di là del cortile, il ricordo imprevisto del terrazzino con la bambina dai capelli biondi quasi rossi, che lo aveva inconsapevolmente avviato al piacere della lettura, che era stata l’unica occasione di felicità in quei giorni di convivenza difficile con la famiglia.”

Nella sua semplicità, sono innumerevoli i temi affrontati: la solitudine e la difficoltà nell’intrecciare rapporti duraturi, il valore dei ricordi, la necessità di venire a patti con il proprio passato per poter vivere pienamente il presente e uscire così dalle zone grigie della vita.

“I ricordi sono animali insidiosi […] ma noi cerchiamo sempre di addomesticarli. Li stravolgiamo, li reinterpretiamo, ne cancelliamo alcuni e ne inventiamo altri, solo che non abbiamo imparato bene l’arte dell’addomesticazione e qualche volta creiamo degli innocui animali da compagnia, altre dei lupi famelici o degli infidi sciacalli.”

Il racconto presenta un focus alternato sui due protagonisti, in una serie di piccoli quadri o tessere - così li nomina la scrittrice - che compongono il mosaico della storia di Marta e Michele; la voce narrante si esprime in terza persona ma, non di rado, scivola nella mente dei protagonisti al punto che i loro pensieri si presentano senza filtri al lettore. La lingua è semplice e piana e indulge talvolta in parole e vezzi del gergo giovanile. Si inserisce nel racconto anche una blanda parentesi poliziesca - un omaggio al genere che ha reso nota la scrittrice - senza tuttavia offuscare la spiccata predilezione per l’emotività dei personaggi.

Costruire il dibattito

Uno di temi che attraversa l’intero romanzo è quello dell’abbandono e della perdita; entrambi i protagonisti ne hanno fatto esperienza (diretta o indiretta) e i loro caratteri mostrano alcune rigidità nelle relazioni con gli altri. In che modo le vicende del passato condizionano il nostro comportamento? Si tratta di caratteristiche indelebili della nostra persona o piuttosto di atteggiamenti modificabili? Possiamo liberarci di ciò che ci impedisce di vivere a pieno il presente?

Storie a confronto

Gli spazi e le barriere assumono nel racconto un ruolo centrale. I due protagonisti sono separati sotto tanti punti di vista: attraverso il cortile, la ringhiera, la finestra, ma anche per estrazione sociale e provenienza. Il dialogo che si istaura tra Marta e Michele è fatto di sguardi e imitazione, prima ancora che di parole, e la finestra diventa così il simbolo di un varco aperto tra interno ed esterno. Alla base de “La finestra di fronte”, film del 2003 diretto da Ferzan Ozpetek, il medesimo espediente permette l’incontro tra Giovanna (Giovanna Mezzogiorno) e Lorenzo (Raoul Bova), destinato a mettere in discussione l’interno mondo della protagonista femminile. Alla storia in primo piano se ne intreccia un’altra, ambientata in un passato lontano, capace di insegnare a Giovanna il valore dei ricordi e della memoria.

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Conoscere l’autore e l’opera

- L’autrice si racconta

- La lettura sulla pagine de La Stampa

- L’annuncio della vittoria sulle pagine de La Nazione

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