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Contributi d'autore Saba, ultimo poeta

06 Giugno 2017

Saba, ultimo poeta

di Arrigo Stara

Nonostante con il Canzoniere sperasse di avere dato al Novecento italiano un libro nel quale ogni lettore avrebbe potuto riconoscersi, Saba rimane ancora oggi un poeta inattuale. I motivi sono diversi e che lo stesso Saba aveva annunciato nelle sue lettere: il rifiuto di uno stile “giornalistico”, la sua ostilità verso ogni forma di “esibizionismo”, la lontananza dalla “velocità” e dalla “fretta”.

Il soggetto del Canzoniere non è stabile, non è flat come quasi tutti gli io lirici del Novecento italiano; è invece mobile, round, costretto dalle circostanze della vita a un interminabile processo di trasformazione. Nel Canzoniere non incontriamo un solo Umberto Saba (nome di per sé enigmatico, trattandosi, come è noto, di un nom de plume mai chiarito fino in fondo), ma un’intera galleria di ombre, di doppi più o meno stabili o differenziati; alcuni dei quali verranno assimilati nell’io definitivo, mentre altri saranno risospinti all’indietro, nel nulla, grazie a quella tecnica quasi esorcistica evidenziata per primo, nelle pagine di Saba, da Giacomo Debenedetti.

Tratto da Un’irresistibile salute precaria. Saba, Il Canzoniere e altri saggi di letteratura italiana

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