Campus Greco e Latino

Lingue 'vive' Il dado è tratto

19 Gennaio 2016

Il dado è tratto

Questa espressione è la traduzione di una frase latina (iacta alea est, letteralmente: “il dado è stato gettato”), che, secondo lo storico Svetonio, fu pronunciata dal comandante romano Caio Giulio Cesare nel gennaio del 49 a.C.

In realtà Cesare, come era abitudine tra le élites romane, parlava in lingua greca e, secondo lo storico ellenico Plutarco, usò in quel contesto un’espressione proverbiale, tratta da una citazione di una commedia di Menandro, L’arreforo, la cui traduzione letterale era “sia lanciato il dado” (traducibile in latino con iacta alea esto, nella quale si trova l’imperativo esto al posto dell’indicativo est). Secondo il filosofo umanista Erasmo da Rotterdam la versione di Svetonio sarebbe dunque frutto di un’errata interpretazione, con la caduta della “o” finale. Il significato metaforico dell’espressione era dunque un’esortazione a rompere gli indugi: per i giocatori di dadi, infatti, dopo il lancio non è più possibile cambiare mossa, non è consentito “tornare indietro”.

Anche Cesare, quando pronunciò quella frase, si trovava in una situazione dalla quale non avrebbe più potuto tornare indietro. Dopo aver conquistato le Gallie (tra il 59 e il 51 a.C.), il suo potere e la sua autorevolezza erano cresciuti fino a costituire un serio pericolo per la sopravvivenza della Repubblica romana: per questo il senato gli ordinò di sciogliere l’esercito e di rientrare in patria. Il 12 gennaio del 49 a.C. Cesare decise invece di oltrepassare, con l’esercito in armi, il confine dello Stato, che allora era delimitato a nord dal fiume Rubicone, in Emilia. Iniziò coì la guerra civile tra il partito di Cesare e quello di Pompeo, sostenuto dal senato romano. Da questo scontro Cesare sarebbe uscito vincitore, aprendo la strada alla sua dittatura e alla crisi irreversibile della Repubblica romana.

Il passaggio del Rubicone alla guida dell’esercito in armi costituiva una scelta irreversibile per Cesare: dimostrava la sua intenzione di mirare a conquistare con la forza il potere, sottomettendo il senato romano, che gli era ostile.

Oggi l’espressione “il dado è tratto” è dunque utilizzata per indicare una decisione importante e irrevocabile, dalla quale non si può più tornare indietro.

 

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