Campus Greco e Latino

Laboratorio di cinema Teatro di guerra

17 Febbraio 2017

Teatro di guerra

a cura di Michele Chighizola

Anno: 1998

Regia: Mario Martone

Genere: drammatico, teatrale

Interpreti: Andrea Renzi, Anna Bonaiuto, Toni Servillo, Peppe Lanzetta, Lucio Allocca

Durata: 113 minuti

Produzione: Italia

   

Sinossi

Napoli, 1994. Una giovane compagnia di teatro sperimentale intende portare in scena la tragedia Sette contro Tebe di Eschilo. Il regista e attore Leo (Renzi), leader del gruppo, vorrebbe rappresentare l’opera a Sarajevo, dove da anni infuria la guerra, come segno di solidarietà verso i popoli balcanici in lotta tra loro. Tuttavia, il suo sogno si rivela assai difficile da trasformare in realtà. I giornalisti non sembrano interessati al suo progetto; Il teatro stabile del quartiere preferisce un lavoro più disimpegnato su Shakespeare; i contatti con Jasmin, esponente del teatro di Sarajevo, sono complessi; i luoghi dove la compagnia organizza le prove sono inquinati dalla Camorra; Luisella (Forte), attrice in ascesa, abbandona il gruppo. Il progetto fallisce definitivamente quando Jasmin muore a causa di un’esplosione a Sarajevo. Il film si chiude con la “vittoria” del direttore dello Stabile, che preferisce un’idea di teatro meno politicizzata e più commerciale.

   

Scopo didattico

Teatro di guerra è uno dei più riusciti film di cinema teatrale italiano. Opera terza di Mario Martone, la pellicola è interessante perché unisce cultura classica, teatro greco e contemporaneità con grande disinvoltura ed eleganza. Il film gioca tematicamente su più livelli. Si tratta innanzitutto della storia - dal sapore neorealista - di una povera compagnia teatrale che cerca di sopravvivere tra i vicoli della Napoli anni Novanta. Teatro di guerra, inoltre, è una sofisticata opera simbolica sulla finzione e sulla realtà: come preannunciato dal doppio senso nel titolo, il film segue il tentativo di rappresentazione di una tragedia che parla di uno scontro fratricida (Sette contro Tebe di Eschilo) proprio in un paese in piena guerra civile come la ex Jugoslavia. Sarajevo, così, diventa una nuova Tebe. Il “teatro di guerra” del titolo è però anche Napoli e i suoi quartieri spagnoli, dove, tra camorra, violenza e povertà, due compagnie teatrali si sfidano, rappresentando due modelli diversi di concepire il teatro (quello idealista di Leo e quello politicamente disimpegnato dello Stabile).  Il film di Martone, infine, è una versione personale e moderna della tragedia greca Sette contro Tebe. Secondo il dizionario Morandini è il miglior film italiano degli anni Novanta.

   

Approfondimenti

  • Di cosa parla la tragedia originale di Eschilo? Scrivi un riassunto della trama.
  • Guerra balcanica: riassumi le tappe del conflitto con una breve ricerca.
  • Nel film viene nominato più volte l’assedio di Sarajevo: di cosa si tratta?
  • Quali elementi in comune hanno la guerra balcanica e la guerra di Tebe descritta nell’opera di Eschilo?
  • La compagnia teatrale di Leo adotta alcune soluzioni inventate dal Living Theatre: di cosa si tratta? Fai una ricerca.
  • Un altro film italiano che porta il cinema nel teatro (e viceversa) è Cesare deve morire dei Fratelli Taviani. Se ne consiglia la visione.

             

Discussione in classe

“…Mi sono reso conto di non possedere nessuno strumento di comprensione di ciò che stava tragicamente avvenendo in un paese così vicino al nostro, nella ex-Jugoslavia. Mi chiesi allora se il teatro fosse un possibile strumento, se non altro di avvicinamento”, sono le parole usate da Mario Martone per descrivere il film. Secondo voi l’arte può aiutare a capire la guerra? Da questo punto di vista, il protagonista è un ingenuo o un idealista?

   

Clicca QUI per vedere la scena del film suggerita: Mario Martone parla di Tebe, Sarajevo, Napoli, le tre città protagoniste del film (dal minuto 14.15).

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