Campus Greco e Latino

29 Marzo 2017

Medea

a cura di Michele Chighizola

Anno: 1988

Regia: Lars von Trier

Genere: drammatico, mitologico

Interpreti: Kirsten Olesen, Udo Kier, Henning Jensen, Solbjorg Hoifeldt

Durata: 75 minuti

Produzione: Danimarca

   

Sinossi

Giasone (Kier) e Medea (Olesen) abitano a Corinto con i loro due figli. Dopo le avventure nella Colchide, i due si sono sposati e vivono in pace e prosperità. La loro vita viene sconvolta dalla proposta del Re Creonte (Jensen), che offre la propria figlia Glauce (Hofeldt) in sposa a Giasone, promettendo la successione al trono. Lui accetta, ripudiando ed esiliando Medea. La moglie cerca inizialmente di convincere Giasone, accusandolo di essere un ipocrita innamorato solamente di sé stesso. Successivamente, quando si rende conto che l’ex marito è determinato a sposare Glauce, Medea organizza la sua terribile vendetta. Grazie ai suoi poteri magici, avvelena la giovane sposa. Successivamente, uccide senza pietà i propri figli, facendolo disperare Giasone per il dolore.

   

Scopo didattico

Commissionato dallo Stato danese a un giovanissimo Lars von Trier, Medea è una delle più particolari e apprezzate trasposizioni cinematografiche della tragedia di Euripide. Il regista, poi diventato celebre per opere come Le onde del destino (1996) e Melancholia (2011), si avvicina al testo teatrale in modo personale ed originale. Innanzitutto decide di basarsi – almeno in parte – sulla sceneggiatura di un film mai realizzato di Carl Theodor Dreyer, grande icona del cinema danese degli anni Venti. Inoltre, von Trier opera alcune modifiche sostanziali all’opera originale: l’ambientazione viene spostata dalla Grecia antica al Medioevo danese; l’uccisione dei bambini viene compiuta non tramite avvelenamento (come nel testo di Dreyer) né tramite accoltellamento (come in Euripide), ma attraverso una brutale impiccagione. L’aspetto più interessante della pellicola, ad ogni modo, è la grande esuberanza visiva, che fonde neo-espressionismo, sovrapposizione di schermi, uso di filtri e immagini mozzafiato della natura. Il regista danese usa il mito di Medea per portare avanti le sue riflessioni sulla donna, da sempre al centro del suo cinema (si veda Antichrist, sorta di versione horror della tragedia di Euripide). Von Trier, inoltre, trova nel tragediografo greco un fedele alleato nella visione estremamente pessimista della vita.

   

Approfondimenti

  • Elenca tutte le differenze tra il film di von Trier e l’opera originale di Euripide.
  • Nel 1969 Pier Paolo Pasolini girò la sua Medea, con Maria Callas come protagonista. Confronta il film italiano con quello di von Trier, trovando le piccole differenze nella trama.
  • L’opera originale di Tucidide si concentra sulla differenza culturale tra lo spirito tribale (Medea) e la razionalità cittadina (Giasone). Il film di von Trier sembra disinteressarsi di questa tematica: cosa interessa di più al regista? Giustifica la tua risposta.
  • Anche Seneca scrisse una “sua” Medea. Se ne consiglia la lettura.

         

Discussione in classe

Il regista danese è stato spesso accusato di misoginia. In questo film la rappresentazione di Medea può essere considerata misogina? Giustifica la tua risposta.

 

Clicca QUI per vedere la scena del film suggerita: l’inizio del film, Medea sulla spiaggia a contatto con la natura.

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