Campus Biologia, Chimica e Scienze della Terra

Consigli di lettura Le storie naturali

30 Maggio 2017

Le storie naturali

di Primo Levi

Autore: Primo Levi

Genere: Narrativa

Casa editrice: Einaudi

Anno: 2016 (prima edizione: 1966)

 

Sinossi

 

 

I quindici racconti che compongono questo libro ci invitano a trasferirci in un futuro sempre più sospinto dalla molla frenetica del progresso tecnologico, e quindi teatro di esperimenti inquietanti o utopistici, in cui agiscono macchine straordinarie e imprevedibili. Le “Storie naturali” sono piccoli congegni narrativi che nascono da osservazioni e idee quotidiane, spesso da un what if?, sostenute da una fantasia sempre irreggimentata tra il possibile e il plausibile, anche quando intinge la penna nel mito.

Scopo didattico

     

 

Primo Levi era un chimico e forse è per questo che nei suoi racconti ci sono così tanti riferimenti alla scienza, anche se spesso tali elementi scientifici sprofondano nel fantasy/mitologico. Troviamo racconti ironici ma anche dolorosi, che affondano mani e unghie nella Storia della seconda guerra mondiale e delle persecuzioni razziali.

Approfondimenti

   

 

  • Il  racconto “Cladonia  rapida” ricorda un  articolo scientifico: la scoperta di cui l’anonimo autore rende  partecipe la comunità  scientifica è quella di  un parassita specifico della automobili, quasi queste ultime siano  dei veri e propri esseri viventi. Com’è scritto un articolo  scientifico? Qual è il processo di pubblicazione?

   

 

  • Nel  racconto “Versamina”  il tema principale è quello di  mutare il dolore, la sofferenza,  l’angoscia in sentimenti  positivi attraverso l’uso di  una droga. Quali meccanismi neuronali sono legati all’uso di  droghe? Cosa causa la dipendenza?

 

 

  • Sei  dei quindici racconti del libro hanno come personaggio principale il  signor Simpson, commerciale di una società americana, la NATCA,  specializzata nella progettazione e vendita di apparecchi  fantascientifici come il calometro  per scoprire l’indice di bellezza delle persone, un congegno in  grado di dirci quanto lontani dallo standard di bellezza sono le  persone inquadrate dall’obiettivo. Cosa dicono le neuroscienze  sulla bellezza e su quello che le persone ritengono bello?

Discussione in classe

 

 

L’introduzione di Ernesto Ferrero al volume di racconti pubblicato da Einaudi nel 1997 che contiene, oltre a Storie naturali, anche le successive raccolte Vizio di forma e Lilit comincia così: “un diffuso pregiudizio vuole che chi pratica le scienze esatte e tecniche sia un uomo arido, negato alle altezze dello spirito e all’emozione della creatività vera: può arrivare a risultati pratici e concreti, di utilità quotidiana, ma non aspirare all’Arte.” Siete d’accordo con questa affermazione? Scienza e arte sono diametralmente opposte o muovono entrambe dalla stessa necessità umana di sperimentare, osservare, descrivere?

 

Clicca qui per ascoltare il racconto Versamina.

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